
Nella mia sempiterna ricerca di nuove suggestioni, e sull’onda del successo di Prima del Gesto — l’iniziativa con cui abbiamo raccontato il dialogo tra Arte e Sport in occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 — nasce oggi una nuova rubrica: “Volti d’artista”.
Un format più agile ed essenziale, pensato per dare spazio e visibilità ad artisti che considero interessanti, senza la necessità di addentrarsi ogni volta in analisi approfondite.
Con queste premesse, inauguro la rubrica presentando Nicolò Zarcone, artista figurativo.
Benvenuto, Nicoló. Presentati ai lettori del magazine.
Ciao a tutti, sono Nicolò Zarcone e ho 39 anni. Sono un musicista da ormai più di 20 anni. Ho avuto modo di militare in vari progetti più o meno importanti e calcare diversi palchi in giro per l’Italia.
Quando hai cominciato a dipingere e quali sono state le tue principali fonti d’ispirazione?
Ho scoperto la pittura come mia fonte espressiva, più o meno 3 anni fa. In verità “l’idea” di dipingere c’è sempre stata, come una sorta di “presenza” appoggiata lì in un angolo che aspettava solo di essere colta e messa in atto. Mi faccio ispirare prevalentemente dai colori, ho sempre amato i colori in generale in ogni loro forma artistica e non.
Che ruolo giocano il caso e l’imprevisto nel tuo lavoro? Un po’ come chiederti se pianifichi le tue opere o se ti lasci guidare dall’istinto.
Bellissima domanda. Il “caso” nei miei primi lavori era un pò la chiave di volta. Nel senso che cominciavo un lavoro senza un idea chiara di cosa realmente volessi fare, ma partivo appunto solo da una scelta di palette di colori che volevo usare; poi il tutto veniva fuori pennellata dopo pennellata e li, quando vedevo che prendeva vita un qualcosa che mi trasportasse allora definivo il lavoro al meglio. Un esempio di questa cosa è proprio “Disastro al Mare” che vi lascerò qui da farvi vedere. Adesso invece cerco di progettare un minimo prima l’idea del quadro e realizzarlo.

Parlaci di interazioni significative con spettatori della tua arte. A una mostra, o nel privato… c’è qualcosa che ti è rimasto in mente?
Nelle mie diverse e modestissime mostre che ho fatto ad oggi, ho potuto constatare che molte persone come me nei miei lavori trovano una sorta di serenità e al tempo stesso “senso” in ciò che hanno davanti e la cosa mi appaga moltissimo.
Quali emozioni metti sulla tela di solito? Quali messaggi, o suggestioni, vuoi far arrivare, se ce ne sono?
Dipingo per necessità. Nel senso che ho proprio bisogno di e voglia di mettermi al lavoro sulla tela con i pennelli e i colori. Credo che questa cosa si evinca dai miei lavori. Non ci sono suggestioni o messaggi particolari che voglio che far arrivare alle persone con le mie opere, ma solo il “guarda e decidi tu cosa vuoi trovarci dentro”.
Parlaci di progetti per il futuro e se ci sono soggetti o stili con cui ti piacerebbe sperimentare nei prossimi anni.
Al momento sto cercando di organizzare una mostra a Pietrasanta in un fondo bellissimo nella piazza del duomo. Al momento devo ancora arrivare al punto dire “ok, ora voglio sperimentare altro” quindi ti direi che no non ho in programma nuove sperimentazioni.
Grazie Nicolò.




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Nei prossimi mesi vi aspettano molte altre segnalazioni come questa, insieme a nuovi articoli a tema letteratura, tutti a mia firma.
Non vedo l’ora di cominciare… e voi?
Vi aspetto qui, come sempre.
Gianmaria Simone
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