Claudia Marchetti per “Prima del Gesto”- iniziativa inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026

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Volantino promozionale dell’intervista a Claudia Marchetti per “Prima del Gesto”, 2026

L’Olimpiade Culturale è il programma ufficiale di iniziative artistiche, culturali e creative legato ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Si tratta di un progetto multidisciplinare, plurale e diffuso su tutto il territorio italiano, pensato per promuovere i valori olimpici – come l’inclusione, il dialogo e la solidarietà – attraverso la cultura, il patrimonio, l’arte e lo sport stesso, e non solo come complemento agli eventi sportivi, ma come esperienza culturale strutturata e partecipata.

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“Prima del Gesto” è una rubrica-evento del Minimal Magazine che intervista otto artisti emergenti, invitandoli a raccontare le sensazioni e i sentimenti che precedono l’attimo della creazione artistica, ovvero ciò che accade “prima del gesto”. Le interviste mettono in evidenza le connessioni tra il processo creativo e la preparazione atletica nelle discipline sportive agonistiche, tracciando parallelismi tra arte e sport. La rubrica si inserisce nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026.

Perdendoci nei dipinti, possiamo guardare il mondo attraverso gli occhi di qualcun altro. Questo può essere vero per molte forme d’arte — ho persino già ospitato su Prima del Gesto altri artisti emergenti dell’arte figurativa — ma penso che questo discorso, almeno nel mio caso, abbia un impatto maggiore quando si parla della tela, del pennello, dei colori a olio e del gesto stesso della pittura.

Ho pensato quindi di richiamare un’ospite passata del magazine, particolarmente adatta a raccontarci questo gesto. Evocativa ed estremamente simbolica, presentiamo qui l’arte di Claudia Marchetti.

Claudia Marchetti

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Claudia con alle spalle i quadri “For year and years I roamed” e “Providence”, 2025

Ho conosciuto Claudia questo autunno, per caso, attratto — come sempre accade — prima dall’opera e poi dall’artista. In lei ho trovato una personalità sensibile e delicata, eppure forte nel perseguire quelle passioni che animano il suo spirito.

Penso sia proprio questo particolare intreccio di dolcezza e ardore ad avermi avvicinato all’arte dell’ospite di oggi di Prima del Gesto: un ossimoro interessante, che emerge chiaramente in tutti i suoi lavori.

Se volete sapere di più su Claudia, consultate il precedente articolo a lei dedicato.

Benvenuta, Claudia. Presentati ai lettori.

Sono Claudia Marchetti, un’artista figurativa e un’interprete di conferenza. Tutto il tempo che non dedico alla traduzione simultanea (il mio lavoro parallelo) è consacrato al disegno e alla pittura, che per me sono istintivi, privi di riflessione, liberi di svilupparsi come un sogno e in contatto meditativo con le energie ancestrali e invisibili che ci circondano.

Rappresento molteplici donne immerse in un contesto onirico, ma con abiti e make-up: antiche e moderne, tutte espressioni di me stessa e delle donne che in loro si ritrovano. Sono figure offerte allo sguardo degli uomini, che possono esserne semplici spettatori oppure diventare donne per il tempo dell’osservazione dell’opera.

Parlaci del tuo rapporto con l’arte.

L’arte è la mia identità, il mio modo di interpretare me stessa e il mondo senza bisogno di pensare, andando al di là persino di un elemento che amo: le parole.

L’arte è qualcosa che mi permette di comunicare e restare timida al contempo. Mi permette di partorire creature ogni giorno. Mi permette di giocare e di cercare sempre una nuova idea, un nuovo dettaglio bello che può diventare inquietante, oppure un dettaglio semplice che posso rendere elegante.

Insomma, è il mio modo di stravolgere tutto e di salvarmi dalla realtà.

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“Providence”, 2025

Sulla strada del Gesto: 5 domande brevi

  • Che ruolo ha per te la preparazione? La preparazione per me è un gioco. Osservo rapidamente una grande quantità di immagini sulle riviste di moda, guardandomi intorno nei luoghi che hanno un’anima, o persino sui social, immenso contenitore dell’aria del tempo. E poi scelgo istintivamente un dettaglio: è in realtà l’istante che segna l’inizio della creazione e la fine della preparazione.
  • Come gestisci alte aspettative?
    Sembra surreale, ma ho aspettative quasi inesistenti, e credo che nessuno abbia aspettative su di me. Sono consapevole che siamo tutti misteriosi dettagli nei pensieri degli altri, ed evanescenti anche per noi stessi.
  • Come vivi il dubbio? Lo esploro. Nella peggiore delle ipotesi potrei creare qualcosa di brutto, ma un certo grado di sgradevolezza è necessario nell’arte.
  • Come gestisci l’errore o il fallimento? Lo trasformo in un nuovo dettaglio dell’opera, nascondendolo o ingigantendolo come se fosse intenzionale. Non esistono errori. O meglio: esistono solo se li ignoriamo invece di esaltarli.
  • Come celebri il risultato? Penso che debba mostrarlo e replicarlo, trasformandolo piano piano nel tempo. Ogni buona opera mi sembra un nuovo inizio per me, anche come persona, come una nuova identità.
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“Something bright”, 2025

Racconta, con un’immagine, il momento prima del gesto.

Sono nella mia camera, accovacciata a terra, china sul foglio o sulla tela. Sono sola. Sto ascoltando la musica che amo, che di certo cambia la mia percezione della realtà. Sono calma come non lo sono in alcun’altra situazione della mia vita.

Racconta il tuo rapporto con la comunità artistica, il ruolo della competizione e l’ispirazione reciproca.

Gli artisti che sono divenuti miei amici sono esseri umani che mi ispirano e mi mostrano che il successo è possibile, che un’altra prospettiva è possibile.

La magia è che il segno artistico e fisico sembra trasferirsi alla parola: sono persone con cui amo parlare, o anche solo scambiare una parola gentile, un’espressione di stima.

L’arte e lo sport: pensi che il processo creativo possa essere paragonato a una disciplina sportiva?

Empiricamente e statisticamente ho l’impressione che gli artisti siano poco dotati nello sport. Questa è la risposta più superficiale e più stimolante al contempo, perché dovremmo riflettere sugli emisferi del cervello, sulle doti del corpo e sulla distribuzione dei talenti e dei doni alla nascita, per capirne la ragione.

C’è poi una risposta più concettuale: l’artista e lo sportivo hanno bisogno della ripetizione ossessiva e della forza di andare al di là delle avversità del momento. Sono entrambi consapevoli di essere capaci di fare qualcosa di straordinario o di speciale.

Inoltre, credo che entrambi leghino la propria identità all’attività che svolgono e non si libereranno mai dell’arte o dello sport.

Grazie, Claudia.

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 “Vivre trois vies”, 2025
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Claudia con il quadro “Le Bureau des Affaires non conventionnelles”, 2025
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“Focus Inward”, 2025

Gli occhi di una pittrice dipingono il mondo con colori che talvolta fatichiamo anche solo a immaginare. Le suggestioni di Claudia, in risposta alle domande di Prima del Gesto, sono state particolarmente intense e interessanti.

La prossima settimana ospiteremo un’altra vecchia conoscenza del Magazine: il disegnatore e pittore Boris Akeem Aka.

  • 03/02: Intervista ad Alessandro Pietramolla, illustratore.
  • 10/02: Intervista a Jasmine Aly Obregon, stop motion artist.
  • 17/02: Intervista ad Alagon, fumettista.
  • 24/02: Intervista Ares Ray, rapper e cantautore.
  • 03/03: Intervista Claudia Marchetti, pittrice.
  • 10/03: Intervista Boris Akeem Aka, disegnatore.
  • 17/03: Intervista Francesca Lavinia Cicalese, poetessa.
  • 24/03: Intervista Stefano Caruso, scrittore.

Vi invitiamo a monitorare il magazine e le nostre pagine social per seguire questa rubrica-evento nella sua interezza. Qualunque contributo, segnalazione o commento è più che gradito!

A martedì prossimo!

Gianmaria Simone

#culturalolympiad @milanocortina2026

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