Prima del Gesto, intervista ad Alagon – iniziativa inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026

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Volantino promozionale dell’intervista ad Alagon per “Prima del Gesto”, 2026

L’Olimpiade Culturale è il programma ufficiale di iniziative artistiche, culturali e creative legato ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Si tratta di un progetto multidisciplinare, plurale e diffuso su tutto il territorio italiano, pensato per promuovere i valori olimpici – come l’inclusione, il dialogo e la solidarietà – attraverso la cultura, il patrimonio, l’arte e lo sport stesso, e non solo come complemento agli eventi sportivi, ma come esperienza culturale strutturata e partecipata.

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“Prima del Gesto” è una rubrica-evento del Minimal Magazine che intervista otto artisti emergenti, invitandoli a raccontare le sensazioni e i sentimenti che precedono l’attimo della creazione artistica, ovvero ciò che accade “prima del gesto”. Le interviste mettono in evidenza le connessioni tra il processo creativo e la preparazione atletica nelle discipline sportive agonistiche, tracciando parallelismi tra arte e sport. La rubrica si inserisce nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026.

La scelta di intervistare una fumettista satirica per Prima del Gesto è stata quasi obbligata. Non solo il nostro Paese ha una storia lunga e ricchissima di fumetto satirico, dal dopoguerra a oggi, da Pazienza a Forattini fino a Makkox, ma anche io ne ho una personale, avendo sfogliato albi di Jacovitti e Bonvi prima ancora di imparare a leggere.

Forse è proprio questa la magia del fumetto che ancora oggi perdura: quella capacità intrinseca, che non ha bisogno di essere spiegata, di far ridere e far pensare con appena pochi tratti e qualche parola. Per questo, anche nel mondo dei social network, il fumetto non ha perso la sua popolarità. Per questo oggi parliamo di Alagon.

Alagon

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Alter ego virtuale di Alagon
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Alagon in cosplay da sé stessa al Lucca Comics 2023

Ho conosciuto Alagon sui social, apprezzando il suo humor e commentando i suoi lavori. Abbiamo anche collaborato nel 2018 a un piccolo progetto di satira e commento online e, da allora, l’ho vista vincere premi, farsi strada come una vera voce autoriale nel mondo del fumetto satirico, affermarsi su Instagram e anche al di fuori di esso.

Benvenuta, Alagon. Presentati ai lettori: chi sei?

Sono tante cose insieme in formato piccolo, un metro e mezzo o poco più. Alla nascita mi hanno dato nome Virginia e mi piace vivere in equilibrio tra i cocci del passato, ma quando impugno la matita divento Alagon. Sono nata come entità satirica nel 2012, una creatura naïve con la matita sempre mordicchiata.

Alagon è il mio alter ego, la mia voce senza filtri e con i baffi. I baffi sono il travestimento perfetto, un omaggio un po’ grouchiano che mi permette di dire la verità con l’aria di chi sta scherzando, di muovermi nel “mondo dei grandi” e della politica (spesso troppo maschile) con un ghigno sardonico stampato in faccia.

Alagon è la mia parte libera, quella naïve che non ha paura di dire le cose come stanno, che usa il sorriso per scardinare i tabù. I baffi sono il mio scudo: mi permettono di non essere giudicata per come sono, ma solo per quello che la mia matita riesce a trasmettere.

Parlaci del tuo rapporto con l’arte.

L’arte è il modo in cui riesco a condividere con gli altri il mondo che ho nel cuore e che non riesco ad esprimere con le parole, citando De André. È un viaggio nel profondo di se stessi per trovare un linguaggio comune con l’altro.

Per me l’arte è anche casa, memoria e cura, comunicazione e relazione. Sono cresciuta tra i pennelli di mio padre: per me disegnare non è mai stato un mestiere, ma il modo più naturale per stare insieme a lui, per parlarci senza parole. L’arte è il mio rifugio quando la realtà diventa troppo pesante da gestire; è quel gesto che trasforma il dolore o l’indignazione in qualcosa di colorato e condivisibile.

È bisogno di condivisione e di empatia profonda: che io stia disegnando per Sensuability — per raccontare che la bellezza e la sensualità appartengono a ogni corpo, senza barriere — o per Blackpost — per dare voce a chi viene silenziato dal razzismo — l’arte è il mio modo di “abbracciare” l’umanità e di dire la mia nel mondo, condividendo il mio di mondo.

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Illustrazione realizzata in seno al Collettivo SputnInk per la Giornata della
Memoria 2020 e poi pubblicata su Left a corredo dell’articolo di Giulio Cavalli, “La
svastica nella memoria”, 2020
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Illustrazione “Io non sto zitta” realizzata in occasione dell’8 marzo 2021 e poi
pubblicata nella versione inglese in Cartoon Movement nel 2022

Sulla strada del Gesto: 5 domande brevi

  • Che ruolo ha per te la preparazione? Chi è che non ha in mente l’archetipo dell’artista che, colto dall’ispirazione improvvisa, si getta con i pennelli a creare capolavori sulla tela? Il gesto finale sembra un flash improvviso, ma non arriva mai dal nulla: è solo l’ultima fase di un lungo processo di comprensione. Dietro c’è una preparazione continua, fatta di letture, studio dell’attualità e analisi metodica dei fatti e delle fonti, nonché l’aggiornamento quotidiano del background iconografico, attingendo dalle più disparate fonti, mare social compreso. Non può mancare poi l’osservazione ininterrotta del surreale quotidiano e l’ascolto. Prima di tracciare una linea, ho bisogno di assorbire il mondo. È un allenamento invisibile che mi permette di far sì che il gesto finale sia carico di significato e non solo un esercizio estetico.
  • Come gestisci alte aspettative? Male. Non le gestisco e le subisco, sia le mie, sia quelle di altri, sia quelle che penso siano quelle degli altri. La mia più grande critica sono io e penso di non essere mai all’altezza di nessuna sfida. Ma paradossalmente è questa convinzione di base che allevia la pressione e mi dà il coraggio di provare a dire la mia, liberandomi dal peso di dover compiacere gli altri.
  • Come vivi il dubbio? Il dubbio è il mio pane quotidiano, nel bene e nel male, ma necessario e imprescindibile. Senza dubbio non c’è ricerca, e senza ricerca non c’è conoscenza e comprensione del mondo. Dubito delle verità preconfezionate e dei complotti da tastiera, ed è proprio quel dubbio che cerco di trasmettere a chi guarda le mie vignette. Il dubbio è ciò che impedisce all’arte di diventare dogma o propaganda. Ed è pure una risorsa. Se non dubitassi della prima idea che mi viene in mente, non scaverei abbastanza a fondo per trovare l’immagine che davvero colpisce nel segno.
  • Come gestisci il fallimento? Uh! Ho un rapporto ambivalente con il fallimento e l’errore: da una parte lo sento nel profondo e lo subisco, come una caduta in una voragine senza fondo; dall’altro, dopo aver ingoiato il momento di sconforto dovuto al fallimento, provo a digerirlo e assorbirlo, risalendo a tentoni e con fatica la voragine. Ed è lì, lungo la risalita, che, ripensando e analizzando l’errore e guardandolo da un punto di vista differente, mi accorgo che spesso può aprire nuove vie di sviluppo creativo o di comprensione della realtà. Gli errori e i fallimenti, anche se fanno male, servono.
  • Come celebri il risultato? Con salti carpiati, piroette e giri di valzer, coriandoli dal cielo e tappi di spumante che volano in continuazione. Un tuffo nella gioia e nella soddisfazione totale. Dura poco, ma lo vivo in fondo!
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dal workshop “VignettiAmo” per il Festival Love 2024 di Scandiano

Racconta, con un’immagine, il momento prima del gesto.

Sono nel mio studio, o forse in un angolo della casa rubato alla quotidianità. C’è il rumore di fondo della vita che scorre, ma io non lo sento: sono nel silenzio che precede l’idea. Ho la matita tra i denti — sento il sapore del legno e della grafite, un sapore che conosco da quando ero bambina e guardavo mio padre. Sono sola, ma sento addosso tutte le storie delle persone che sto per disegnare. È un momento di solitudine sacra prima della condivisione. Il mondo fuori scompare e io divento solo quella mano che sta per “scavare” l’emozione e tracciare sulla carta una delle millemila versioni dell’idea che danza nella mente.

Racconta il tuo rapporto con la comunità artistica, il ruolo della competizione e l’ispirazione reciproca.

Nella comunità artistica dominano e pullulano le monadi isolate in competizione più o meno celata tra loro. Ci sono però tantissimi artisti e vignettisti che amano collaborare tra loro e contaminarsi. Credo profondamente nella collaborazione e nel potere della contaminazione. Ho avuto la fortuna di collaborare con diversi gruppi e di crescere nelle palestre di pagine satiriche, fino a diventare io stessa co-fondatrice di un collettivo chiamato Sputnink, nato proprio per unire le forze tra vignettisti.

Con Sputnink ho imparato che la convivenza tra artisti non deve essere competizione sterile, ma un cantiere aperto. Mi ispiro alla capacità degli altri di sintetizzare il mondo e mi sono trovata a gioire dei loro successi. La competizione esiste, ma è una sfida con se stessi per alzare l’asticella, nutrita dal confronto continuo con chi parla il mio stesso linguaggio.

E poi la satira è un fronte di resistenza: se siamo in tanti a sparare (metaforicamente) inchiostro contro le ingiustizie, l’impatto è maggiore. Ci rubiamo l’ispirazione a vicenda, ci spalleggiamo quando qualcuno viene attaccato o censurato. Siamo tutti sulla stessa barca, che a volte fa acqua, ma resiste.

L’arte e lo sport: pensi che il processo creativo possa essere paragonato a una disciplina sportiva?

Assolutamente sì. È una maratona, non uno scatto. Richiede preparazione e allenamento quotidiano. E poi c’è la resistenza: resistenza alle critiche, alla stanchezza, alla pagina bianca, alla noia di certe dinamiche politiche sempre uguali. Devi avere fiato. E come nello sport, ci sono le giornate no, gli infortuni (il blocco creativo, come quello che sto affrontando in questi mesi) e la gioia della performance perfetta quando tutto fluisce senza sforzo.

Grazie, Alagon.

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Premiazione primo premio al concorso internazionale di Scoomix 2019, San
Giuliano Milanese
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Il numero 9 di Buduàr riporta la vittoria del primo premio di Alagon al concorso
nazionale “Chianina Comics 2020” con l’illustrazione “Chianina Ekberg”
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Premiazione primo premio al concorso internazionale di Scoomix 2019, San
Giuliano Milanese

Ritengo importante dare voce ad artiste di questo tipo. Il lavoro di Alagon ci fa pensare, talvolta commuovere, e più spesso sorridere, aiutandoci a dimenticare gli ostacoli della giornata. Chi, come lei, si assume questo compito arduo — e talvolta ingrato — ha e avrà sempre tutto il mio rispetto.

Andate a cercarla sui social, seguitela, godetevi le sue vignette. I link di Alagon sono in fondo alla pagina.

La prossima settimana parleremo di musica!

  • 03/02: Intervista ad Alessandro Pietramolla, illustratore.
  • 10/02: Intervista a Jasmine Aly Obregon, stop motion artist.
  • 17/02: Intervista ad Alagon, fumettista.
  • 24/02: Intervista Ares Ray, rapper e cantautore.
  • 03/03: Intervista Claudia Marchetti, pittrice.
  • 10/03: Intervista Boris Akeem Aka, disegnatore.
  • 17/03: Intervista Francesca Lavinia Cicalese, poetessa.
  • 24/03: Intervista Stefano Caruso, scrittore.

Vi invitiamo a monitorare il magazine e le nostre pagine social per seguire questa rubrica-evento nella sua interezza. Qualunque contributo o commento è più che gradito: vogliamo che questa iniziativa coinvolga e ispiri il maggior numero possibile di emergenti là fuori!

A martedì prossimo!

Gianmaria Simone

#culturalolympiad @milanocortina2026

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